The OA: si continua con Netflix!

The OA è una nuova serie tv Netflix dal contenuto originalissimo, pubblicata il 16 dicembre 2016 negli Stati Uniti e ideata da Brit Marling che interpreta anche la protagonista, Prairie Johnson.

Una ragazza russa di circa 27 anni fa ritorno a casa dopo 7 anni di prigionia. Rimasta cieca a seguito di un incidente avvenuto in età infantile, ritorna inspiegabilmente a vedere. In possesso di straordinarie conoscenze, recluta un piccolo seguito, a cui racconta la sua storia, per aprire un canale dimensionale con il loro aiuto. Un medico, occupato nello studio di esperienze pre-morte  usa lei e altri personaggi come cavie per le sue misteriose ricerche sulla vita.

La serie ruota attorno ad eventi inspiegabili e innaturali, che vanno al di là dell’umana comprensione. A mio parere è una serie pazzesca, non trovo aggettivo migliore per descriverla, per raccontare la sua unicità di genere e l’originalita dei suoi contenuti. L’andamento è molto lento e i toni calmi e pacati, solo dalla terza puntata gli eventi salgono di marcia spiegandosi più velocemente. Scene intense di danza contemporanea sembrano interpretate da attori da teatro,  capaci di emozionare a tal punto da conferire ancora più valore e qualità alla serie.
Un covo d’arte, idee progressive e innovazione, ma, se non domate con le giuste briglie, possono trasformarsi in un vero fiasco!  I temi affrontati sono davvero tanti: scienza, medicina, religione, tecnologia e antropologia, complessi da gestire tutti insieme. Infatti, già il finale dell’ottavo e ultimo episodio della prima stagione lascia a desiderare, confondendo un pò sulle dinamiche della serie. Tuttavia è in grado di coinvolgere direttamente lo spettatore come fosse lui stesso immerso nella vicenda, ma allo stesso tempo di renderlo un terzo estraneo, che ascolta una storia. Questo probabilmente è dovuto alla tecnica usata dalla protagoniata di utilizzare una sua piccola cerchia come pubblico e narrare la sua storia, trasformando lo spettatore prima in uditore, occupato ad ascoltare, e solo secondariamente ad usare la vista. Questo permette a Prairie di essere percepita e creare empatia con il suo pubblico.

Aspettando un’evoluzione migliore e ancora più inaspettata, nel frattempo vi consiglio di andare a guardare la prima stagione e di farmi sapere cosa ne pensate nei commenti!!

Al prossimo articolo! 😉

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